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Contratti di lavoro francesi: cosa succede ai giovani

Cosa succede nel settore dei contratti di lavoro per giovani? Come si comportano negli altri paesi? La crisi economica e la disoccupazione giovanile rendono indispensabili forme contrattuali nuove e ad hoc

torre eiffelIn Italia le cifre sulla disoccupazione giovanile rasentano ormai la drammaticità e spiegano come mai si stia assistendo ad una vera e propria emorragia di ragazzi e ragazze verso l’estero. Per chi resta si apre il percorso ad ostacoli di contratti capestro, stages gratuiti, vergognosi rimborsi spese e altre amenità. Ma cosa accade negli altri paesi? Vogliamo cominciare questo viaggio cercando di scoprire qualcosa sui contratti di lavoro francesi.

Dal momento che anche la Francia non si può certo dichiarare immune dalle conseguenze della crisi, ha varato recentemente alcune norme che regolamentano i contratti. È della fine del 2012 una legge studiata per cercare di ridurre la disoccupazione per i giovani che terminano un percorso scolastico senza una qualifica e residenti in quelle che sono state definite zone svantaggiate: ebbene, per questi ragazzi ecco che sono nati i così detti contratti d’avvenire, rivolti ai giovani tra i 16 e i 25 anni che, per tre anni sono sovvenzionati dallo stato per circa il 75%. E, sempre rivolti al futuro (forse per non affrontare il presente?) sono previsti anche alcuni contratti chiamati d’avenir professeur studiati per aiutare alcuni studenti con borse di studio a diventare insegnanti. Questi contratti, nel settore privato, si prevede che riceveranno una sovvenzione statale che coprirà al massimo il 35%.

Oltre a ciò si è parlato di un altro tipo di contratto chiamato di generazione: ciò che sottende questo contratto, almeno nelle intenzioni, è l’aiuto a l’altra categoria maggiormente penalizzata dalla crisi e cioè quella dei cinquantenni. Questo tipo di contratto dunque vorrebbe rendere meno difficile l’assunzione di giovani a tempo indeterminato purché affiancati da un meno giovane.

francia
Per quanto riguarda gli stages, nonostante le informazioni spesso contraddittorie, dovrebbero durare o tre o sei mesi. Le retribuzioni sono varie: c’è chi parla di un massimo di 450 euro, chi dice che la media sia attorno ai 650 euro. Ciò che sembra certo è che, a differenza di quanto accade in Italia, in Francia lo stage debba essere pagato e possa essere fatto solo in convenzione con l’università. Nel periodo dello stage si ha un’assicurazione sul lavoro mentre non si accumulano punti o diritti per raggiungere l’eventuale sussidio di disoccupazione.

Vi è poi la formula che regola la formazione continua: questa permette di riprendere gli studi (se sono stati interrotti) usufruendo di una sorta di borsa di studio la cui entità può avvicinarsi ai 3000 euro. Contemporaneamente si riceve un sussidio di circa il 70% della media degli stipendi ottenuti nel corso dell’ultimo anno.

Comunque sia, se state pensando di lavorare all’estero in Francia una fonte di informazioni utile può essere il sito del Service-Public.fr che offre notizie sui diversi tipi di contratto esistenti e sui diversi funzionamenti e applicabilità degli stessi. All’interno dello stesso sito c’è una sezione chiamata Comment faire si… che fornisce risposte su varie situazioni che possono avere influenze sul vostro percorso di carriera.

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