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Come rinascere dalla crisi: l’esempio di Detroit

Detroit, la prima città americana a dichiarare, nel 2013, default. Eppure, oggi, Detroit sta rinascendo e si stanno creando altre occasioni di economia.

Rinascere dalle ceneri

Come rinascere dalla crisi: l’esempio di Detroit. Un esempio che potrebbe davvero diventare una guida per altri tipi di riconversione urbana ed economica. Un esempio di come, da vere e proprie ceneri, si sta riuscendo a ripartire. E qualcuno è diventato anche un piccolo imprenditore. Davvero un caso bellissimo quello della città di Detroit, una città nata in grande. Ex polo industriale degli USA, capitale mondiale dell’automobile. Poi, la crisi giunta al 2013, con la dichiarazione ufficiale di fallimento. E, da quel momento, ecco che lo spirito americano esce al suo meglio: dalla crisi all’opportunità. E Detroit ha cominciato a risollevarsi grazie ad un piano di riconversione urbana in chiave eco-sostenibile. Dimostrando, ancora una volta, che prendersi cura dei luoghi può anche creare lavoro ed economia.

Detroit era una delle città più importanti e popolose di tutti gli Stati Uniti. Poi le prime crepe, i primi segnali del baratro che si stava avvicinando. Sempre meno soldi per i servizi pubblici e le pensioni, sbando, fabbriche abbandonate che diventano base per bande criminali. Popolazione che diminuisce drasticamente. E la città va incontro, inesorabile, ad una desertificazione demografica e sociale. Ma qui la città ha un’impennata di orgoglio e rinasce dalla crisi.

Come ha fatto

Come ha fatto è qualcosa che riempie di fiducia. Qualcosa che spiega, o aiuta a spiegare, perché gli Stati Uniti restano quel paese in cui sembra possibile fare e ottenere risultati. L’amministrazione cittadina ha cominciato puntando al piccolo, adottando quello che in inglese si chiama downsizing. Cosa significa? Che, in pratica, le dimensioni della città sono state drasticamente ridotte, moltissimi degli edifici abbandonati sono stati demoliti, gli abitanti rimasti sono stati distribuiti su una superficie più ridotta e, cosa non da poco, gli spazi desolati rimasti sono stati convertiti in vere fattorie. Avete letto bene, E queste fattorie hanno creato un mercato in cui si vendono prodotti del luogo, creando economia a tutti gli effetti.

E se pensate che questa sia solo utopia vi sbagliate. Tutto ciò ha creato un clima umano che non si trova in nessun’altra città americana. Un’energia incredibile che ha portato qui, non solo artisti, ma anche piccoli e piccolissimi imprenditori che hano aperto locali, caffè, librerie e gallerie d’arte. E se non è lavoro questo non sappiamo davvero cosa altro sia. E, similmente a quanto fatto tempo fa a Berlino, per esempio, qui è nato un programma rivolto agli scrittori: il comune mette loro a disposizione una casa gratis in cambio dell’impegno a vivere a Detroit per almeno due anni. In cambio dovranno svolgere lavori socialmente utili alla comunità come piccoli lavori di manutenzione.

Una nuova frontiera

Detroit rinasce dalla crisi e sembra essere diventata una nuova frontiera, una nuova terra promessa. Molti i giovani e molte le persone nuove, non nate a Detroit ma attirate qui sia dal clima umano che vi si respira sia dai bassi prezzi con cui si possono ancora comprare e affittare le case. Una nuova frontiera, pare, soprattutto per le donne che stanno dimostrando di amare molto questa città. E moltissime sono le associazioni che nascono per creare sempre nuove iniziative.

C’è un grande fermento a Detroit in questo momento. Una città che sembra vivere una fame di futuro. C’è da scommettere che diventerà il nuovo “place to be”. E chi se ne accorge per prima potrebbe fare la mossa giusta.

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