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Colombia, un paese che cambia e un’economia che cresce

Molte cose stanno cambiando in questo paese: cresce il suo PIL e anche la sua domanda interna. E la Colombia sta diventando il paese dell'America Latina in cui più interessante è lavorare e fare impresa

Ciò che è e ciò che sembra
Le faccende economiche sono sempre mutevoli, in tempi più o meno lunghi: e ciò che prima sembrava essere di secondo piano acquista (o può acquistare) un’importanza crescente. È il caso, in generale, dei paesi sud americani, ricchi di quegli elementi di cui, forse non lo si pensa abbastanza, ha bisogno il mondo intero: acqua, biodiversità, risorse naturali ma anche persone preparate e tanta voglia di sviluppo sia economico sia sociale. E la Colombia, da questo punto di vista, è un paese che sta facendo tantissimo. Però se ne parla poco e quando se ne parla si resta, colpevolmente, legati a stereotipi e luoghi comuni. Non che la Colombia sia priva di problemi, tutt’altro. Ma è ancora troppo forte l’immagine che il paese si porta dietro dagli anni ’80 e ’90: guerriglia e narcotraffico. La Colombia non è più solo questo.

Un’economia che cresce
Ripetiamo, ancora una volta, che non vogliamo negare le contraddizioni in cui ancora si dibatte questo paese; cosa abbastanza fisiologica del resto. Ma ci piace sottolineare gli aspetti positivi di uno stato che molto sta facendo per scrollarsi di dosso tutta una serie di percezioni negative con cui è vista all’estero. La sua economia, per esempio, ha fatto registrare un aumento del PIL, nel 2010, di oltre il 4%, che è diventato un bel 5% nel 2011 per mantenere, più o meno gli stessi livelli, fino ad ora. Il paese sta puntando molto, in termini di investimenti e di occupazione, sulla sostenibilità. È stato creato anche un Piano Nazionale di Sviluppo Economico che, partito nel 2010, dovrebbe tirare le prime somme alla fine del 2014. Questo piano ha puntato, da subito, su cinque settori: edilizia, agricoltura, infrastrutture, attività energetica e innovazione. E i risultati si sono visti quasi subito, dal momento che, già nel 2011, gli investimenti diretti esteri, hanno raggiunto i 15 miliardi di dollari. Sono molti gli aspetti positivi e i punti di forza che la Colombia può offrire a chi vuole lavorare e fare impresa; non ultima la sua posizione geografica che ne fa davvero una porta di ingresso anche per le imprese che vogliono poi aprirsi al resto del continente americano. Certo lo sviluppo è ancora troppo puntato sulla produzione di materie prime. Ma questo significa che sono enormi le potenzialità offerte dal settore industriale e agricolo.

Le criticità
Come dicevamo prima non mancano le criticità e i punti su cui molto deve essere ancora fatto. A partire da quelle che sono le enormi disparità socio-economiche tra città e campagna. Retaggio di quella che, è bene ricordarlo, è stata una vera e propria guerra tra guerriglieri e paramilitari. Anni di terrore che hanno davvero tristemente contribuito al degrado e alla miseria del paese. E sono situazioni da cui non si può uscire velocemente. Lo scorso novembre è iniziato un negoziato, a Cuba, tra Farc, governo e Associazione Nazionale di Zone di Riserva Contadine, per chiarire alcuni punti e metterne in campo altri. La questione delle terre e di chi le può possedere è davvero essenziale per la Colombia e la sua completa rinascita. Questa importanza la si capisce se si considera l’impatto socio economico che una possente riforma terriera potrebbe avere nel paese. C’è chi la vede con favore e chi parla di “balcanizzazione” del paese.

Visti e siti per lavorare in Colombia
Come sempre vogliamo segnalarvi alcuni siti che possono essere un primo approccio per capire il mercato del lavoro colombiano:
– www.computrabajo.com.co
– www.colombia.expatjobs.com
– www.expatexchange.com/colombia
– www.goabroad.com

Per quanto riguarda i visti, consideriamo quelli relativi all’argomento lavoro. C’è il visto per affari: dura 180 giorni e va richiesto al consolato. È necessario allegare alla richiesta una lettera dell’impresa per cui andiamo e che spieghi chiaramente che tipo di attività si svolgerà in Colombia.

Per quanto riguarda il visto temporal trabajador bisogna consultare il formulario, reperibile al sito www.cancilleria.gov.co. Si richiede poi, di solito, una copia del contratto di lavoro. È bene che le varie firme sul contratto di lavoro siano autenticate da un notaio. È necessario poi avere una lettera del datore di lavoro che dichiari di farsi carico di ogni problema che possa intervenire. Se si tratta di esercitare una delle professioni regolate, sarà necessario presentare il relativo documento che ne attesti il permesso. Esiste anche il residence investor che viene rilasciato a quegli imprenditori o investitori che facciano un investimento, appunto, di più di $100.000 che diventano più di $200.000 se si tratta di investimenti di carattere immobiliare.

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