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Colloqui di lavoro negli Stati Uniti

I colloqui di lavoro negli Stati Uniti rispondono a regole ben precise. Per esempio ci sono domande che è assolutamente vietato, per legge, porre ai candidati

new york

Discriminazioni e tutele
Negli Stati Uniti il tema delle differenze, siano etniche, di religione o di orientamento sessuale, è qualcosa di molto sentito. Ci sono ambiti in cui tali differenze sono tutelate per legge. E uno di questi ambiti, e non è cosa di poco conto, è il lavoro ma soprattutto i colloqui di assunzione. Ci sono, infatti, alcune domande specifiche che non è consentito porre ai candidati. Anzi, in alcuni stati, tali domande sono proibite dalla legge. È importante saperlo ma lo è ancora di più sapere che molti tra gli stessi selezionatori non sono a conoscenza di questa cosa. Secondo uno studio realizzato da Harris Poll su circa 2200 responsabili della ricerca del personale, oltre il 20% ha ammesso di avere posto questo tipo di domande.

Insomma l’argomento è controverso ma estremamente delicato. In ogni caso Business Insider con la partnership di CareerBuild e di alcuni avvocati esperti proprio nella consulenza e risorse umane ha redatto una lista di domande che, almeno negli Stati Uniti sono considerate fuori legge. Può essere utile per chi volesse lavorare negli USA.

Precedenti penali
Anche se sembra incredibile e a livello federale tale domanda è consentita, in alcuni stati, in ambito lavorativo non è consentito informarsi sui precedenti penali del candidato. Quindi in un colloquio non è legale sentirsi chiedere “Sei stato mai arrestato”? Anche perché, diciamolo, quando si entra negli Stati Uniti le ricerche in tal senso sono già state condotte per altre vie.

Vita privata
Chiedere ad un candidato se è sposato in alcuni stati americani è illegale. E lo è perché viene considerato discriminatorio e subdolo. Tale domanda infatti è considerata un tentativo ambiguo per cercare di capire quanto tempo il candidato può dedicare al lavoro. Lo stato civile dunque, in alcuni stati è considerato un dato da lasciare fuori dal colloquio di lavoro.

Sempre per quanto riguarda la vita privata anche la domanda “Di che religione sei” è considerata illegale. Spesso viene posta per cercare di capire quali possano essere le disponibilità lavorative in particolari giorni dell’anno.

Una domanda spesso discriminatoria
“Hai figli o pensi di averne”? Anche questa domanda è illegale in molti stati degli USA. Ed è particolarmente discriminatoria perché, solitamente, viene rivolta alle donne. Chi si occupa di colloqui sa molto bene come avere le stesse informazioni facendo domande meno dirette. Quindi anche se per qualcuno questa può essere considerata una forma di ipocrisia resta il fatto che una domanda così non può essere posta. E, a meno che non sia già stata inserita nel curriculum o l’azienda non lo sappia già per altre vie anche una domanda riguardante la nazionalità è considerata illegale.

Situazione economica
Teoricamente un’azienda non è tenuta a conoscere la situazione economica di un candidato al lavoro. A meno che non sia autorizzata dal medesimo e comunque dalle autorità. Fare ricerche in tal senso è considerato illegale perché la situazione patrimoniale non inficia e non impatta sulle competenze professionali. Dunque attenti alla domanda: “Ma hai qualche debito” perché non è legale.

Alcol e droghe
Per quanto riguarda l’assunzione di alcol è direttamente l’Americans With Disabilities Act ad avere detto la sua. Dal 1990 ha stabilito che sia illegale che nel colloquio di lavoro vengano fatte domande su eventuali disabilità, siano esse di tipo fisico o psicologico. L’alcolismo è considerato alla stregua di una disabilità dunque nessuna domanda in tal senso. Per quanto riguarda l’uso di droghe la domanda è considerata illegale se si riferisce al passato mentre se si chiede se attualmente ancora si fa uso di sostanze non lo è.

Una cosa fondamentale negli USA è tutto ciò che riguarda l’età. La data di nascita è considerata un dato sensibile e riservato per cui, a differenza di quanto avviene in Italia, una persona non è tenuta neanche a indicarla nel curriculum. E anche qui è l’autorità a garantire, attraverso l’Older Workers Benefit Protection Act che vieta espressamente domande sull’età durante i colloqui di lavoro.

E concludiamo con una domanda che riguarda le donne. È assolutamente vietato chiedere ad una donna, durante il colloquio di lavoro se è incinta. E qui chi lo fa rischia grosso. In alcuni stati americani infatti si può essere accusati di discriminazione contro la famiglia. In questo caso a vietarlo è il Pregnancy Discrimination Act mentre è il Medical Leave Act a vietare per legge discriminazioni contro donne incinte.

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(2) Commenti

  1. Sono direttore di hotel in Italia vorrei trasferirmi con la famiglia a miami se ci sono imprenditori italiani che stanno investendo nel settore turistico nei Caraibi sono disponibile ad inviare il mio curriculum.
    Grazie

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