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Architetti italiani all’estero

Una professione senza dubbio affascinante. Ma non confondiamo i molti professionisti con le poche archistar che fanno moda. La situazione occupazionale in Italia non è facile, tanto che il 40% dei nostri architetti ha dichiarato di voler andare all'estero

architetto esteroÈ di poche settimane fa un articolo pubblicato su Edilportale, testata specializzata in informazioni e notizie sul mondo dell’edilizia, secondo cui ben il 40% degli architetti italiani pensa di trasferirsi all’estero. E questo sebbene, dopo la Germania, quello italiano sia un mercato importante, fatto di un giro d’affari di quasi 3 miliardi di euro. Ma allora qual è il problema per questi professionisti? È il loro numero elevato, questione che aprirebbe infinite considerazioni sulla mancata sinergia italica tra università e mondo del lavoro: in Italia ci sarebbero, sempre secondo Edilportale, circa 147000 architetti che rappresentano più di un quarto di tutti quelli presenti in Europa.

La testata on line riporta i risultati di uno studio realizzato dall’Architects Council of Europe e che mette in luce i diversi fattori di malcontento, tra cui le poche prospettive di carriera e, soprattutto, le retribuzioni. Lo stesso studio parla di una percentuale del 19% di architetti che, a causa della crisi, ha cominciato a lavorare part time. Uno degli elementi che emerge come possibile motivazione di queste difficoltà viene rintracciato nella estrema frammentazione dell’organizzazione lavorativa: il 46% degli studi è costituito da un unico socio, mentre quelli di grandi dimensioni (quindi grandi studi di architettura) sono da noi una rarità. E questo è l’elemento più critico rispetto al resto d’Europa dove, sebbene la crisi abbia colpito anche gli architetti, le realtà più grandi sono quelle che invece crescono sia in termini di guadagni sia di profitti. E i paesi in cui si lavora di più sono quelli del centro e del nord Europa, anche grazie alla maggiore attenzione verso le nuove tecnologie di costruzione e progettazione legate al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale.

Un sito che può essere utile per chi fa l’architetto e sta accarezzando l’idea di andare all’estero è quello di Professione Architetto; al suo interno vi è una bacheca in cui sono riportate notizie rispetto a lavori commissionati all’estero o testimonianze di chi all’estero ci è andato davvero.

Ma quali sono i requisiti base per fare l’architetto all’estero? Il requisito base, oltre alla laurea, è aver superato l’esame per l’abilitazione qui in Italia. E mentre è praticamente obbligatoria l’assicurazione professionale non lo è l’iscrizione all’ordine se si lavora all’estero però solo in maniera occasionale. Ulteriori informazioni possono essere cercate sul sito Edilcantiere, utile per sapere quali sono le normative all’estero.

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