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Anche gli stranieri lasciano l’Italia

Non ci piace mettere il dito nella piaga. Vogliamo soltanto riportare alcuni dati emersi dallo studio "Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente" pubblicato dall'Istat

Se ne vanno molti laureati
Si è già parlato a lungo dell’aumento del numero di italiani che lasciano il nostro paese. Argomento complesso e serio che non può essere ridotto, come fanno in molti, nel presentare l’estero come un eldorado. La nuova emigrazione ha caratteristiche molto strutturate e che mettono in luce una dinamica più profonda. Cerchiamo di capire meglio il fenomeno riportando anche alcuni dati apparsi su un recente articolo pubblicato su Il Sole 24 ORE. Il dato che emerge, più drammaticamente di altri, è l’aumento di diplomati e laureati che se ne vanno dal nostro paese. Drammatico non perché l’espatrio di chi non ha un titolo di studio non ponga domande serie, ma perché evidenzia un impoverimento (per il nostro paese) di quella “economia della conoscenza” che non può essere trascurata se si vuole davvero uscire dalla crisi. Lo studio si riferisce al 2012 e parla di 9000 laureati che se ne sono andati. E, dato non meno significante, diminuisce anche l’immigrazione dall’estero di un bel 9,1%.

Diminuiscono i rientri
In termini statistici si parla di “saldo” anche se, riferito a persone, questo termine può suonare brutto. Ma di questo si tratta: aumentano le persone che se ne vanno e diminuiscono quelle che rientrano. Nel 2012, anno a cui si riferisce lo studio, i residenti con un’età non inferiore ai 25 anni sono diminuiti di oltre 32000 persone. E se non è trascurabile il numero di laureati che ha varcato patri confini, anche quello relativo ai diplomati deve far riflettere: – 12000 diplomati e – 11000 con licenza media.

Mete principali
Non ci sono particolari sorprese per quanto riguarda ciò che lo studio evidenzia rispetto alle mete preferite dagli expat italiani. In testa, per quanto riguarda chi possiede un diploma di laurea troviamo la Germania, seguita dalla Gran Bretagna, poi dalla Svizzera e, infine, dalla Francia. Meta preferita per i laureati che si avventurano al di fuori dell’Europa ancora gli USA e il Brasile. E dietro i numeri forse ci sono spiegazioni e riflessioni che sarebbe interessante fare.

Meno immigrati in Italia
Al di là delle pericolose (e spesso strumentali) derive xenofobe di una parte della nostra classe politica e di alcuni italiani, è bene sapere che quando si parla di flussi migratori si parla pur sempre di qualcosa che indica la vitalità di un paese; oltre che di un elemento demografico molto importante. Ebbene nel 2012 il numero di stranieri che sono arrivati in Italia è passato a 321000 persone contro le 354000 del 2011. E, dato nel dato, questo calo è dovuto anche dalla contrazione del numero di italiani che rientrano dall’estero, diminuito di oltre 2000 unità in un anno.

Numeri che raccontano più delle parole
A far riflettere dovrebbe soprattutto essere il numero di stranieri che se ne sono andati dal nostro paese: percentuale che in un solo anno è cresciuta di quasi il 18%; stessa percentuale quella relativa agli stranieri che si sono proprio cancellati dalle liste dei residenti. Insomma, come ci ricorda sempre l’articolo citato, il saldo migratorio è del -19,4%, una percentuale mai così bassa dal 2007. 

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