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Anche Cuba apre agli investitori stranieri

Pur non volendo rinnegare il socialismo, Cuba apre agli investimenti stranieri per ridare una spinta alla sua economia

Qualche apertura
Per tanto tempo baluardo del socialismo oltre che luogo di incomparabile bellezza, ora Cuba si scopre “costretta” a stare alle regole del gioco economico. E lo fa con una legge che apre, seppure regolandolo, l’ingresso agli investimenti stranieri. Una decisione resasi necessaria per far riprendere fiato l mercato interno e per rendere possibile lo sviluppo del paese. Secondo alcuni quella che è stata chiamata la Ley de inversion extranjera sarebbe, in parte, anche dovuta alla difficile situazione politico/economica del Venezuela che si troverebbe ora in difficoltà a rifornire Cuba del greggio. Qualunque sia il motivo alla base della decisione di aprire agli investitori stranieri, il governo di Raul Castro vuole dar vita ad uno scenario legislativo che consenta e faciliti le relazioni commerciali con l’Europa e con il resto del Sud America, Brasile in testa. Capitali stranieri anche per dare vita ad un progresso tecnologico e industriale ormai indispensabile.

Cosa indica la legge
Tra i punti più importanti (e che non mancheranno di avere conseguenze anche dal punto di vista occupazionale) vi sono una serie di garanzie di ambito giuridico per garantire gli investitori, benefici fiscali e notevoli vantaggi sulle tasse da pagare sui profitti. Oltre a ciò si semplificherà molto la burocrazia che ha messo il bastone fra le ruote dell’import/export di macchinari industriali. A fare particolarmente rumore è il fatto che questa legge da il via anche agli investimenti dei cubani che risiedono all’estero. Una svolta epocale se si pensa che, quando si parla di cubani all’estero, si parla fondamentalmente di esiliati. Ci si aspetta dunque un flusso di soldi soprattutto da Spagna, Messico e dalla vicina Miami. Da questa ultima località ci si aspetta soprattutto un grosso afflusso di investimenti anche se c’è da risolvere la questione dell’embargo americano che impedisce investimenti (diretti) al quasi milione di cubani in esilio appunto a Miami.

Esenzioni fiscali
Per un imprenditore sono queste l norme che possono rendere più appetibile un investimento. Le entrate di tipo personale dovranno essere esenti da ogni tipologia di imposta; quelle delle imprese, legate ai loro utili, saranno esenti per i primi otto anni di attività. Poi è prevista un’aliquota del 15%. Questo non varrà per le imprese che vogliono operare nell’ambito dello sfruttamento delle risorse naturali.

Normativa sul lavoro
Questo invece è un ambito in cui le modifiche non arriveranno (non per ora almeno). In questo ambito resta stabilito che se un’impresa straniera vuole assumere dipendenti cubani non potrà farlo direttamente ma dovrà passare attraverso un’agenzia statale che avrà il compito di fare da filtro per le eventuali assunzioni.

Cuba si apre al mondo
Questa apertura vuole, secondo le previsioni, far crescere l’economia cubana di una percentuale fra il 5 e il 7%. I capitali stranieri avranno dunque entrata libera in tutti i settori tranne in quelli considerati intoccabili come istruzione, forze armate e sanità. Ma apre infinite possibilità di fare business anche a Cuba con regole più di mercato. Apertura che segue quello che è un progetto pilota (come è stato chiamato) al porto di Mariel in cui si sono fatti entrare 750 milioni di euro di investimento da parte del Brasile.

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